Claudia Pinna

Claudia Pinna sesta ai tricolori dei 10.000.

02 Maggio 2021
Buona prova della mezzofondista di San Gavino mentre si ritira la Nieddu

(robyspezzigu) “Alla fine mi è mancato un po’ di coraggio nel seguire il gruppo delle migliori quando hanno fatto il cambio di ritmo decisivo, altrimenti forse avrei potuto guadagnare qualche posizione in più e migliorare qualcosa anche cronometricamente”. Claudia Pinna, pluriprimatista sarda del mezzofondo così commenta la sua brillante prova ai campionati italiani dei 10000 metri su pista di Molfetta dove ha chiuso al sesto posto nella gara vinta da Martina Merlo.
Si risolve quindi a favore di Claudia Pinna, che con il tempo di 35:10.14 a questi tricolori dei 10.000 metri in pista disputati a Molfetta si aggiudica un ottimo sesto posto e si conferma la regina del mezzofondo sardo, l’interessante sfida che vedeva la mezzofondista di San Gavino contrapposta all’alaese Raimonda Nieddu, atleta capace nel 2020  di prendersi la ribalta del mezzofondo isolano mettendo in discussione il dominio del mezzofondo sardo di oltre un ventennio della Pinna. Dopo essersi rincorse per varie gare di questo inizio stagione questa di Molfetta, dove sono stati assegnati i primi titoli italiani della stagione outdoor 2021, era quindi l’occasione propizia per vedere finalmente uno scontro diretto con qualcosa di importante in palio. Nella cittadina pugliese la Pinna, pluriprimatista sarda sangavinese classe 1977 che corre per il Cus Cagliari, già campionessa italiana su questa distanza oltre che sui 5000 metri, si è presentata con il tempo di 34:58.70 ottenuto nella fase regionale dei campionati di questa specialità. L’alaese Nieddu (classe 1987, tesserata da qualche anno alla Cagliari Atletica) invece a Molfetta si è presentata con il recente 34:48 corso nel 10000 su strada di Muggia-Trieste e dopo un 2020 che l’ha vista primeggiare nelle graduatorie sarde con accredito di 34:44.01 sui 10.000 e forte anche dei progressi al coperto con il personale di 9:42.75 sui 3000 ottenuto ai campionati italiani indoor di febbraio.
A Molfetta, la gara, dopo un avvio tranquillo si animava al settimo Km per merito della ventenne piemontese Giovanna Selva, già in luce di recente nel cross e anche su pista, che prende l’iniziativa. La Pinna segue un po’ staccata e tenta di reagire mentre andava in difficoltà e si fermava la Nieddu. Alla fine Martina Merlo (28enne dell’Aeronautica) vince con il tempo di 34:23.25 il suo primo titolo tricolore su questa distanza seguita al traguardo con 34:24.26 dalla giovane cuneese classe 2000 Anna Arnaudo e da Rebecca Lonedo con 34:29.53. Per la Pinna la classifica finale parla di 35:10.14 e la grande soddisfazione di essere, dopo tantissimi anni, ancora tra le protagoniste della corsa a livello nazionale: “Oltre il coraggio nel seguire le prime, ma non sono molto sicura che avrei migliorato ma mia posizione finale in classifica, mi è mancato anche il fatto di non aver corso gare in pista in questi ultimi anni– afferma una più che soddisfatta atleta sarda su questa sua gara di Molfetta e continua – “In questi ultimi anni non ho praticamente corso gare in pista di questo livello e alla fine questo ha inciso sulla mia condotta di gara e sullo sviluppo della stessa. In ogni caso va molto bene così perché tutto sommato penso di aver fatto una bella gara

Fonte FIDAL

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Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo.

Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU, la ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico. Anche quest’anno alcuni dei monumenti più importanti del mondo si tingeranno di blu, il colore scelto dall’ONU per l’autismo. La Fondazione Italiana Autismo (FIA lancia la Campagna di sensibilizzazione #sfidAutismo19, per contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome dello spettro autistico e delle loro famiglie e sostenere la ricerca.

Anche la facciata della Camera dei Deputati si è tinta di blu dalle 21 del 1 aprile fino alle prime luci dell’alba in segno di adesione alla Giornata della consapevolezza sull’#autismo. I nuovi dati dell’Osservatorio nazionale:

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, in Italia 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine.
L’Osservatorio Nazionale è un progetto finanziato nel 2016 dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il ministero della Salute.

Questi dati sottolineano la necessità di adottare politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie.

Al via rete di coordinamento pediatrica

Dopo la legge sull’autismo (L. 18 agosto 2015 n. 134), nel 2018 sono state aggiornate le Linee di indirizzo per l’autismo nella Conferenza Unificata Stato Regioni, ispirandosi alla Convenzione delle Persone con Disabilità dell’ONU e sono stati avviati progetti tra Regioni e Istituto Superiore di Sanità su inclusione lavorativa, transizione dall’età evolutiva all’età adulta, strutture residenziali e semiresidenziali.

L’Istituto sta dando attuazione, su mandato e in collaborazione con il ministero della Salute, al decreto ministeriale del 30 dicembre 2016 che disciplina le modalità di utilizzo del Fondo autismo. Sono state recentemente avviate le attività regionali per l’istituzione di una rete di coordinamento tra pediatri di base, personale che lavora negli asili nido e unità di neuropsichiatria infantile finalizzata ad anticipare la diagnosi e l’intervento, le iniziative di formazione della rete educativa e sanitaria e la messa a punto di un protocollo di riconoscimento/valutazione di atipie comportamentali precoci nella popolazione generale e ad alto rischio.

Fonte Ministero

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NUCLEARE, PUBBLICATA LA CARTA NAZIONALE AREE POTENZIALMENTE IDONEE AL DEPOSITO.

Conterrà i rifiuti radioattivi, per la maggior parte provenienti da usi civili e sanitari 

Roma, 5 gennaio 2020 – La Sogin, con il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha pubblicato sul sito www.depositonazionale.it la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), il progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.

Un lavoro coordinato congiuntamente dai due ministeri, atteso da molti anni, che testimonia la forte assunzione di responsabilità da parte del governo su un tema, quello della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea: attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo.

La pubblicazione della Cnapi, con l’elenco dei 67 luoghi potenzialmente idonei (che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche), di fatto dà l’avvio alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale. Sarà questo l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere.

In base alle osservazioni e alla discussione nel Seminario Nazionale, Sogin aggiornerà la Cnapi, che verrà nuovamente sottoposta ai pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ente di controllo Isin, del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In base a questi pareri, il Ministero dello Sviluppo Economico convaliderà la versione definitiva della Carta, ovvero la Cnai, la Carta Nazionale delle Aree Idonee. La Cnai sarà il risultato dell’aggiornamento della Cnapi sulla base dei contributi emersi durante la consultazione pubblica. Sarà una procedura fortemente partecipata e trasparente, condotta coinvolgendo gli amministratori e i cittadini tutti, e al termine della quale potranno pervenire le candidature dei comuni.

Il deposito nazionale e il parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. Il deposito avrà una struttura a matrioska: Nel dettaglio, all’interno di 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati.

In totale circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività: si tratta dei rifiuti provenienti dal mondo civile e in special modo da quello medico e ospedaliero, dalle sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica, per le terapie antitumorali, ad esempio, da tutte quelle attività di medicina nucleare che costituiscono ormai il nostro quotidiano.

Le aree interessate dalla Cnapi sono il risultato di un complesso processo di selezione su scala nazionale svolto da Sogin in conformità ai criteri di localizzazione stabiliti dall’Isin, che ha permesso di scartare le aree che non soddisfacevano determinati requisiti di sicurezza per la tutela dell’uomo e dell’ambiente. Ai criteri di esclusione sono seguiti quelli di approfondimento, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse.

Sul sito www.depositonazionale.it curato da Sogin, tutte le informazioni circa la localizzazione del sito, le caratteristiche dell’opera e del tipo di rifiuti che dovrà contenere.

Fonte Ministero Ambiente

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Nuovo Dpcm cosa è consentito fare e cosa non fare.

Il nuovo Dpcm fissa nuovi orari dei locali pubblici, invita a limitare gli spostamenti e gli incontri conviviali. Ecco che cosa si potrà fare prima delle 18 e che cosa invece è vietato.

Coprifuoco nelle Regioni

Chi esce dopo le 18 deve rispettare l’orario imposto nella propria regione di residenza per il ritorno a casa. Unica eccezione riguarda le «comprovate esigenze» – lavoro, salute, urgenza – che devono essere giustificate con l’autocertificazione.
In Lombardia, Campania, Sicilia il coprifuoco scatta alle 23 Nel Lazio e in Calabria il coprifuoco scatta alle 24. In arrivo anche le misure che riguardano la Sardegna. Segui il link sottostante e potrai approfondire l’argomento con il testo integrale del Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri: 10869-DPCM 24 ottobre 

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Carabinieri Nas: contrasto alle frodi on-line e ai falsi farmaci

Nell’ambito dell’attuale emergenza sanitaria connessa alla diffusione epidemia di “Coronavirus covid-19” il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, attraverso i dipendenti NAS, sta svolgendo controlli ispettivi e repressivi sulla regolarità delle attività distributive di prodotti medicinali e sanitari nonché all’accertamento di pratiche commerciali illegali o fraudolente, anche su canali on-line. (altro…)

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Ministero dell’Ambiente Finanziamento di progetti di educazione ambientale 2019

Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare rende noto attraverso il portale istituzionale l’avviso di interesse per il finanziamento di progetti di educazione ambientale 2019. Nell’ambito delle sue finalità istituzionali, il Ministero intende promuovere la presentazione e la successiva realizzazione di progetti o manifestazioni di educazione e comunicazione ambientale rientranti nell’ambito delle seguenti aree tematiche: (altro…)

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